Art. 2105 c.c.

Rivelazione di attività e comportamenti che configurano la violazione giuridica dell’obbligo di fedeltà professionale.
L’obbligo di fedeltà è una condizione che scaturisce dalla stipulazione del contratto di lavoro e che sorge in capo al lavoratore, il quale deve astenersi da atteggiamenti che possono pregiudicare gli interessi del proprio datore. In particolare il divieto principale riguarda la concorrenza sia sleale, vietata a chiunque, sia leale. L’obbligo di fedeltà vieta qualsiasi condotta in contrasto con i doveri del lavoratore e che sia in ogni caso idonea a ledere irrimediabilmente il presupposto fiduciario esistente alla base del rapporto.
Tale obbligo ha come fonte principale la norma contenuta nell’art. 2105 c.c. che recita: "il prestatore di lavoro non deve trattare affari per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio".